Andare Oltre! – Quando cambiare significa scegliere di innovare. E farlo insieme
7 Ottobre 2026

Quando cambiare significa scegliere di innovare. E farlo insieme.

La prima giornata del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, in Bocconi, ci ha portato dentro un confronto ricco di spunti su come imprese, persone e organizzazioni possano contribuire concretamente al cambiamento.
Dall’incontro “La digitalizzazione come leva del cambiamento” emerge una consapevolezza: innovare non significa soltanto adottare nuove tecnologie, ma creare le condizioni per governarle. Governance umana dell’AI, cybersecurity e formazione sono elementi imprescindibili, insieme alla capacità delle imprese di investire, sperimentare e credere nel cambiamento.
Innovazione significa anche customizzazione dei servizi, sostenibilità e ingegnerizzazione dei processi, leve capaci di generare efficientamento e valore nel lungo periodo.
Il tema della collaborazione è emerso con forza anche nel confronto Profit e Non Profit, dove sei coppie di organizzazioni hanno raccontato esperienze costruite sulla co-visione: non una relazione semplicemente transazionale, ma l’incontro tra competenze tecniche, progettuali ed esperienze differenti, unite da una visione comune.
È cambiato, infatti, il rapporto tra profit e non profit. Non si parla più soltanto di finanziare un progetto one off, come accadeva fino a qualche anno fa. Oggi le imprese scelgono sempre più spesso di accompagnare i progetti degli enti del Terzo Settore nel loro percorso, coinvolgendo in alcuni casi anche i propri dipendenti.
Un coinvolgimento che aumenta motivazione e fiducia, arricchisce le persone dal punto di vista umano e può generare benefici anche nelle relazioni all’interno dell’azienda stessa.
Due mondi con mission diverse possono così lavorare insieme per rispondere a un’urgenza sociale o ambientale e generare un beneficio che coinvolge l’intera collettività.
Qui le parole chiave diventano cambiamento e fiducia.
E ancora, nell’incontro dedicato ai Green Jobs, il tema delle competenze si amplia. Accanto alle competenze STEAM e alla capacità di ingegnerizzare e governare l’innovazione, emerge il valore dell’interdisciplinarietà: arte, filosofia e materie umanistiche contribuiscono a sviluppare pensiero critico e nuovi modi di interpretare la complessità.
Infine, il confronto su Donne e mondo del lavoro ha riportato al centro due parole: conciliazione e innovazione.
I dati raccontano una realtà ancora complessa: circa il 70% delle donne deve richiedere alle aziende soluzioni di conciliazione, mentre oltre il 50% è costretta a ricorrere al part-time per dedicarsi alla cura della famiglia e degli anziani.
Le politiche di welfare sono ancora in fieri, ma la crescente consapevolezza delle imprese e le iniziative messe in campo raccontano un percorso possibile verso una maggiore equità e il recupero del gender gap.
Ascolto. Apertura. Condivisione. Crescita.
Quattro parole che, insieme a innovazione, competenze, fiducia e cambiamento, restituiscono il senso di questa prima giornata.
Un altro esempio virtuoso e interessante di sostenibilità sociale è arrivato dalla sessione dedicata a Detenuti e reinserimento lavorativo, che ha mostrato quanto il ruolo delle imprese, attraverso la formazione al lavoro, insieme alla progettualità delle organizzazioni non profit, possa essere determinante per il recupero e il reinserimento delle risorse carcerarie.
I numeri lo dimostrano: solo 3% di casi di recidiva per coloro che partecipano ai progetti, rispetto al 60% della popolazione carceraria.
Perché trasformare il sistema non significa soltanto introdurre nuove soluzioni.
Significa mettere in relazione tecnologie, competenze e persone per costruire un cambiamento che generi valore per tutti.
ANDARE OLTRE, cioè.
Valentina La Cava, Divisione Non profit
Giorgia M. Torri, Marketing e Comunicazione
#SaloneCSR #CSR #Innovazione #Sostenibilità #AI #GreenJobs #GenderGap #Welfare #NumeroBlu
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