Progetto HUB

Di cosa si tratta?

Di una modalità organizzativa che consiste nell’attivare HUB, ovvero “task force operative”, nel territorio dove risiedono i collaboratori: tale assetto, che si affianca a quello standard di Numero Blu Servizi, consente di garantire massima prossimità a favore di determinate categorie di lavoratori, generando opportunità di lavoro agile in aree particolarmente sensibili del nostro Paese.

 

Come nascono gli HUB in Numero Blu?

Per poter parlare del PROGETTO HUB in Numero Blu è necessario effettuare una premessa in merito al significato che noi attribuiamo al termine HUB.

Possiamo considerare un HUB come l’insieme complesso di più fattori: quello logistico, organizzativo e di ricerca e gestione contrattuale- amministrativa del personale.

Una modalità che implica l’individuazione di nuovi ambiti territoriali collocati in tutto il paese, comportando quindi una copertura più ampia e complementare all’ubicazione delle sedi fisiche già in essere che oggi hanno raggiunto quota otto.

La ricerca delle risorse risulta essere un punto nodale del progetto in quanto la richiesta verterĂ , come consueto, su risorse umane valide che abbiano le skill ricercate e che siano in grado di gestire e raggiungere gli obiettivi posti nelle nostre commesse, ma soprattutto in grado di gestirsi in modo autonomo e responsabile secondo una logica di lavoro agile.

L’attivazione di una sede virtuale avviene normalmente nella fase avanzate di una commessa più tipicamente quando questa risulta avviata e in fase di espansione. A valle di tale definizione si rende necessaria l’istruzione di un momento formativo ad personam con un affiancamento dedicato, o quando valutati necessari, corsi di approfondimento successivi.

Le sedi fisiche presenti nelle aree designate e normalmente prossime alle risorse selezionate, vengono istruite in un tempo successivo all’attivazione della commessa, con l’obiettivo di disporre di una sede in cui sia possibile svolgere anche affiancamenti volti all’approfondimento di alcuni aspetti operativi. Le sedi, istituite temporaneamente, possono essere organizzate in spazi di co-working, uffici presenti nelle agenzie per il lavoro piuttosto che alberghi, secondo una logica organizzativa piuttosto elastica e dinamica.

La logica degli HUB quindi è creare punti di aggregazione non fissi, ma collocati in una specifica zona del territorio nazionale, nella quale ricercare figure disposte al lavoro agile.

 

Come è nata questa decisione?

Il biennio recente, contrassegnato dall’evento pandemico, ha generato un necessario ripensamento dell’organizzazione del lavoro. La nostra esperienza ci ha portato a pensare e gestire le nostre attività abbracciando nuovi modelli organizzativi del lavoro. Questo ci ha permesso di affrontare, contrariamente all’andamento del mercato di quel periodo, picchi lavorativi quasi del 90%, con risorse in attivate in “agile work”. Ancora oggi l’azienda lavora con una logica organizzativa che oscilla al 50/60% di risorse che, a rotazione, da casa.

L’implementazione di questo modello lavorativo, inizialmente sfidante per la nostra organizzazione, è stata effettuata in tempi piuttosto rapidi riuscendo a garantire il mantenimento degli standard qualitativi della commessa. Un’esperienza questa che ci ha fatto comprendere ed apprezzare quanto la nostra organizzazione sia elastica nell’approntare soluzioni di questo tipo.

L’effetto post pandemico che si è generato ha tracciato un vero e proprio spartiacque con il periodo precedente alla pandemia andando ad incoraggiare cambiamenti nel mercato del lavoro sia in termini operativi, come descritto sopra, sia in termini di offerta di servizi e verso le risorse da acquisire.

Oggi l’opportunità di poter gestire la propria attività lavorativa da casa è considerato uno dei requisiti fondamentali di valutazione delle risorse in fase di negoziazione.

La flessibilità organizzativa considerata come requisito richiesto dalle risorse spesso in fase di colloquio, ci ha portato a compiere delle riflessioni in termini logistici di strutturazione delle nostre commesse. Da qui l’idea di istituire degli HUB su territori decentralizzati rispetto alle nostre sedi istituzionali. Oggi questo per noi è un elemento vincente in quanto ci consente di individuare e coprire con la nostra offerta, mercati del lavoro non saturi in territori più tipicamente con bassa presenza di imprese e a bassa densità abitativa e lavorativa. Noi, con il nostro progetto offriamo opportunità di impiego e, cosa ancora più importante, creiamo posti di lavoro che permettono di rimanere nella propria località di residenza.

 

Quali sono le caratteristiche degli HUB?

Quali gli aspetti operativi che le contraddistinguono? Possiamo parlare di modello flessibile?

L’edificazione di un “progetto” di questo tipo implica senza dubbio il reperimento e selezione delle risorse, proponendo una soluzione lavorativa che tenga conto di un primo periodo di formazione e di affiancamento a cui poi seguirà uno svolgimento dell’attività presso la propria abitazione.

La possibilitĂ  di implementare nuove basi sul territorio nazionale ci ha consentito di venire in contatto con nuovi talenti e professionalitĂ  che diversamente non avremmo conosciuto.

L’individuazione della sede in cui viene effettuata la prima fase comporta come si può presumere un insieme di valutazioni che coniugano la prossimità logistica delle risorse con la sede che viene organizzata.

Stiamo crescendo e ci stiamo attrezzando sempre di piĂą al fine di un affiancamento attivo virtuale volto alla gestione di commesse sempre piĂą complesse.

 

Monitoraggio delle commesse: l’aspetto del controllo e verifica. 

In prima istanza l’affiancamento degli operatori con i supervisori e responsabili di progetto è elemento imprescindibile per la corretta condotta della lavorazione insieme al confronto continuo e costante con i colleghi pari grado. Quindi possiamo affermare che il processo fino ad oggi ha dato buoni risultati sia in termini di produttività e qualità erogata.